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Studio Legale Sandri & Taraldsen

Nella mitologia greca, la Giustizia veniva rappresentata come dea bendata, a simboleggiare il principio della sua imparzialità, raffigurato con una donna che non può guardare in faccia nessuno, corredata di stadera e spada. La titanide Temi, fondatrice dell’oracolo di Delfi, o sua figlia, la dea Diche, ne costituivano la personalizzazione.

 

Diche era figlia di Zeus, il quale le diede il potere di sancire irrazionalmente la sorte degli uomini. Diche era irresponsabile delle sue decisioni e correva qua e là, facendo rimbalzare una palla, a dimostrazione appunto dell’incertezza della sorte.  

Ella viene quasi sempre personificata come una donna che regge una cornucopia, simbolo dell’abbondanza, o un timone, simbolo della guida nelle acque mutevoli e instabili della vita.

L’icona della giustizia e della fortuna venivano dunque a coincidere, producendo il paradosso che l’impossibilità di vedere possa generare, di volta in volta, l’imparzialità o la casualità della Giustizia.

Per noi la Giustizia deve essere imparziale e produrre buoni frutti per ciascuno e per la comunità: essa è la vera cornucopia di ogni sana società civile.

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